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L’ANGOLO DEL RE…PICE “Roma riporta a casa Ancelotti, Luis Enrique sembra Trapattoni”

Francesco Repice

Nuovo  appuntamento con la rubrica di Gazzettagiallorossa.it, a cura di uno dei maestri della radiofonia italiana, Francesco Repice, che ogni settimana commenterà per noi i post partita dell’A.s. Roma:

Mi sembra che si sia provato a fare una cosa molto bella, se fosse riuscita, ma purtroppo non è stato così. Il famoso progetto non è decollato, i passi in dietro rispetto a natale sono evidenti. Secondo tempo? Quello che dicono dopo le partite a caldo, dopo queste situazioni, va preso con il beneficio dell’inventario. Io ho visto una Roma povera di idee, sicuramente non spettacolare, che non ha creato palle gol tranne una. Voglio sottolineare una cosa: c’è un giocatore che a 36 anni corre più degli altri ed è ancora il più forte. Può giocare 40 anni, perché è il più forte di tutti, e mentre gli altri camminavano, lui correva. Io credo che i tifosi abbiano dato una apertura di credito immensa a società e allenatore. Se la Roma avesse sviluppato nel corso dei mesi quello che avevamo visto a Bologna, ci può anche stare perdere, anche 20 partite, però non puoi perdere la partita con la Fiorentina creando una palla gol, in casa contro una squadra inferiore. Luis Enrique non sa spiegarsi questa mentalità? E’ gravissimo anche perché c’è uno li apposta. Vedere un allenatore con uno staff del genere, una idea del calcio, che è bravo, e ha il mental coach e quando attacca la Fiorentina fa le corna, mediaticamente è devastante. Sembra Trapattoni quando ai mondiali del 2002 con una squadra inferiore solo al Brasile buttava a terra l’acqua santa. Non si può dare colpe solo alla sfortuna. Sembra l’epilogo, per lui sarà stata comunque una meravigliosa esperienza. Per me non è tutto catastrofico, la Roma ha acquistato ottimi giocatori che rimarranno nel tempo. Spero che qualcuno passi per Parigi e convinca Ancelotti a tornare a casa. Osvaldo? Consiglierei a tutti di essere molto cauti nel definirlo già fuori dalla Nazionale. Anche la Juventus ha provato e alla fine hanno trovato la chiave, ma dopo 6 anni. A Roma si pretendeva che al primo tentativo uscisse lo special. Le ultime partite? Credo che per gratitudine a Luis Enrique, al suo lavoro, al suo impegno, i giocatori debbano dare tutto a prescindere dall’obiettivo che non c’è più e in questo momento non ha senso, quello che importa è che loro giochino per il loro allenatore. L’idea Zeman si abbandonerà perché dopo l’esperienza di Luis Enrique non credo che la dirigenza tollerebbero altre stagioni senza vincere per un motivo o per un altro. Dopo Luis Enrique bisognerà prendere due tre acquisti in difesa e Ancelotti.

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